ARISE
Awareness Raising and Information for Safety and Empowerment
Dalla comprensione dei discorsi alla costruzione di una rete territoriale capace di agire.
Il progetto in breve
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Titolo:
Awareness Raising and Information for Safety and Empowerment - Acronimo: ARISE
- Finanziamento: Unione europea – Programma AMIF 2017
- Grant Agreement: n. 824449
- Co-finanziamento: Regno dei Paesi Bassi
- Implementazione in Tunisia: OIM Tunisia · PONTES
- Periodo: 2018 – 2022
- Campagna: ESSHIH – الصحيح
ARISE ha sperimentato un modello di comunicazione che non parte dal messaggio da trasmettere, ma dalla comprensione di ciò che i giovani pensano, sentono e vivono. A partire dall’analisi dei discorsi, delle rappresentazioni e delle motivazioni, PONTES ha costruito una strategia differenziata, formato una rete di mediatori territoriali radicati nelle organizzazioni della società civile e accompagnato la trasformazione di quel quadro metodologico in azioni progettate e implementate direttamente nei territori.
Parlare della partenza senza partire dalla paura
La fase di esplorazione ha mostrato che una comunicazione centrata esclusivamente sul pericolo del viaggio non era sufficiente ad aprire uno spazio autentico di riflessione.
Per alcuni giovani, il rischio fisico veniva confrontato con condizioni percepite come già difficili nel proprio contesto: pressione familiare e sociale, senso di fallimento, aspettative economiche, relazione con i pari e difficoltà a immaginare prospettive future.
La domanda progettuale si è quindi spostata dal tentativo di convincere a non partire alla necessità di creare condizioni nelle quali i giovani potessero interrogare in modo critico il proprio progetto, la qualità delle informazioni disponibili e ciò che realmente accade prima, durante e soprattutto dopo l’arrivo.
ESSHIH – الصحيح
Il vero. L’autentico.
Il nome emerge dal percorso di ricerca e confronto: rendere visibili elementi della realtà spesso assenti dal racconto della partenza e dell’arrivo.
ESSHIH non nasce con l’obiettivo di sostituire una narrazione idealizzata con una narrazione negativa. La strategia cerca piuttosto di completare rappresentazioni incomplete, mettendo in relazione informazioni, esperienze, aspettative e possibilità concrete.
Il percorso porta progressivamente dall’informazione alla discussione, dalla discussione alla percezione di sé, dalla pressione esterna alla possibilità di riconoscere competenze, desideri, alternative e percorsi più informati.
Dalla pubblicità sociale a un metodo PONTES di comunicazione
Una strategia costruita sulla diagnosi, non sull’intuizione del comunicatore.
La costruzione del Social Brief ARISE si è nutrita anche del riferimento metodologico proposto da Gadotti, G. & Bernocchi, R. (2010), La pubblicità sociale. Maneggiare con cura, Roma, Carocci , che invita a trattare la comunicazione sociale come un processo che richiede particolare attenzione alla definizione del problema, dei pubblici, degli obiettivi e degli effetti attesi.
A partire da questa base, PONTES ha progressivamente sviluppato un proprio metodo operativo per campagne sociali di sensibilizzazione, informazione ed educazione: un metodo costruito attraverso ricerca-azione, sperimentazione, valutazione dell’uso reale degli strumenti e adattamento ai differenti contesti.
L’approccio era già stato sperimentato in campagne di salute pubblica, tra cui il percorso PMI, e con ARISE viene ulteriormente sviluppato attraverso segmentazione psicografica, comunicazione alternativa, lavoro territoriale e integrazione tra media digitali e relazioni comunitarie.
Il processo
Comprendere → Connettere → Co-progettare → Attrezzare → Sperimentare → Apprendere → Riattivare
Non una sequenza lineare, ma un ciclo nel quale ciò che emerge dai territori modifica contenuti, strumenti e modalità di implementazione.
discorsi, motivazioni, rappresentazioni, territori e pubblici.
non un unico giovane, ma differenti profili motivazionali.
obiettivi, linguaggi, emozioni, messaggi e canali.
adattamento, sperimentazione, feedback e nuova conoscenza.
Le parole emerse dal confronto
I messaggi della campagna ESSHIH non sono stati costruiti a monte come semplici slogan da diffondere. Sono nati dall’ascolto, dalle discussioni con i giovani e dal lavoro dei mediatori territoriali.
Parole, domande e riflessioni emerse nei diversi contesti sono diventate materia della comunicazione: un modo per restituire la complessità delle scelte di partenza, delle aspettative e delle esperienze, utilizzando linguaggi nei quali i giovani potessero riconoscersi.
Una selezione dei contenuti ESSHIH costruiti a partire dalle parole dei giovani e dal lavoro dei mediatori territoriali.
Da “influencers” a mediatori territoriali
Il bando pubblico ha raccolto 427 candidature. La selezione ha considerato esperienza associativa, capacità di relazione con i giovani, presenza nei territori, linguaggi utilizzati, disponibilità reale e diversità geografica e organizzativa.
Sono stati selezionati 32 comunicatori comunitari, prevalentemente responsabili o membri attivi di organizzazioni locali.
Nel corso del progetto il loro ruolo è andato oltre quello di comunicatori: hanno trasferito quanto appreso alle proprie organizzazioni, adattato strumenti e approcci alle pratiche che già utilizzavano e coordinato azioni territoriali costruite insieme ai propri gruppi.
Per questo, nella lettura PONTES, diventano soprattutto mediatori territoriali.
Non sostituire ciò che esiste: arricchirlo
ARISE non ha chiesto agli attori locali di abbandonare le proprie pratiche. Chi lavorava con teatro, sport, scoutismo, cinema, rap, arte, educazione tra pari o giornalismo comunitario ha continuato a utilizzare quei linguaggi.
Il percorso ha aggiunto strumenti per leggere meglio i pubblici, facilitare il dibattito, costruire messaggi, integrare online e offline, pianificare le attività e monitorarne l’implementazione.
Questa integrazione ha favorito l’adozione nel tempo, perché gli strumenti non venivano percepiti come una metodologia esterna, ma come un arricchimento di pratiche già radicate nei territori.
Dalla formazione alla sperimentazione
Il territorio non ha semplicemente diffuso una campagna nazionale: ha costruito proprie azioni.
Teatro, rap, slam, cinema, graffiti, fotografia, giornalismo mobile, sport, peer education, testimonianze, radio, laboratori sull’autostima e coffee talk hanno trasformato una stessa architettura metodologica in pratiche molto diverse e coerenti con i territori.
HARGA: dallo schermo allo spazio di discussione
La prima stagione della serie tunisina HARGA, sostenuta nell’ambito del progetto attraverso OIM, è entrata nel dibattito pubblico durante il periodo di implementazione di ARISE.
Il brief di ricerca e comunicazione ARISE è stato condiviso con la produzione, creando una relazione tra ricerca sociale, narrativa audiovisiva e sensibilizzazione.
Estratti della serie sono stati successivamente utilizzati dai mediatori territoriali come dispositivi per aprire discussioni sui motivi della partenza, sulle aspettative, sulle condizioni di arrivo e sulle informazioni spesso assenti dal racconto tra pari.
Il cinema entra nel centro di rieducazione minorile
Nel mini-progetto “Le cinéma nous fait voir”, cinema e discussione sono stati utilizzati nella Maison des Jeunes, nel centro di formazione professionale e nel centro di rieducazione minorile di Aouled Mhamed / Souk Jedid.
All’attività nel centro minorile hanno partecipato il regista della serie HARGA Lassaad Oueslati e l’attore Mhadheb Rmili.
Le sequenze audiovisive sono state utilizzate come punto di partenza per il confronto, l’espressione e il lavoro teatrale con i giovani, trasformando una narrazione televisiva molto conosciuta in un dispositivo diretto di relazione e pensiero critico.
Usare comunità digitali che esistevano già
ARISE disponeva di un proprio sito web e di canali di campagna, ma PONTES ha scelto di non concentrare la diffusione esclusivamente sui canali istituzionali.
I contenuti sono stati veicolati anche attraverso le pagine già utilizzate dalle organizzazioni e dai mediatori territoriali, perché quelle pagine rappresentavano comunità già consolidate, linguaggi riconosciuti e relazioni di fiducia costruite nel tempo.
La visibilità viene così distribuita dentro ecosistemi che continuano a esistere anche dopo il progetto.
Continuare a costruire relazioni durante il COVID-19
Una parte importante del percorso si è svolta durante la pandemia. Formazioni, riunioni e momenti di progettazione sono stati trasferiti online e organizzati anche per gruppi territoriali.
La rete ha mantenuto un livello elevato di partecipazione, continuando a discutere, progettare e successivamente implementare le azioni locali.
Il passaggio online è diventato quindi anche una prova della resilienza operativa e della qualità delle relazioni costruite nel progetto, mentre l’esperienza quotidiana dei partner locali durante la crisi ha ulteriormente arricchito strumenti e modalità di lavoro.
ARISE in numeri
Collaborare perché si è già lavorato insieme
ARISE contiene già alcuni degli elementi che PONTES formalizzerà successivamente attraverso il concetto di Comunità di Azione – COMACT.
Non si tratta semplicemente di un gruppo di organizzazioni che dichiara di condividere gli stessi obiettivi.
È uno spazio che nasce quando persone, organizzazioni e istituzioni hanno sperimentato concretamente il lavoro congiunto attorno a un problema reale, hanno distribuito responsabilità, costruito fiducia attraverso l’azione e possono successivamente riattivare quella relazione su nuove sfide.
Una Comunità di Azione non nasce dall’intenzione di collaborare: nasce dall’esperienza concreta di avere già costruito qualcosa insieme.
Oltre ARISE
La rete non si conclude con la chiusura della campagna.
Metodo
Un modello di comunicazione fondato su diagnosi, segmentazione, pensiero critico, adattamento e sperimentazione territoriale.
Mediatori
Persone e organizzazioni che hanno trasferito strumenti e pratiche all’interno delle proprie realtà.
Relazioni
Organizzazioni che hanno imparato a progettare, implementare e coordinare attività insieme.
Riattivazione
Una rete successivamente mobilitata su altre sfide, dall’emergenza COVID a COMACT-SAHHA fino a LACE.
Da ARISE a COMACT-SAHHA e LACE
Le relazioni costruite in ARISE sono state successivamente riattivate e ampliate. Alcuni attori della rete hanno collaborato spontaneamente durante la crisi COVID-19, sono stati nuovamente mobilitati nel progetto COMACT-SAHHA e hanno poi lavorato, insieme a nuove realtà, nel progetto LACE.
La collaborazione con le istituzioni, già sperimentata in ARISE in diversi contesti territoriali, diventa progressivamente più strutturata: in LACE, OSC e professionisti dei CDIS arrivano a co-progettare strumenti, accompagnare i giovani e implementare azioni territoriali.
In questo senso, uno dei risultati più importanti di ARISE è una vera infrastruttura relazionale territoriale: una rete diversificata, capace di raggiungere pubblici differenti per età, territorio e condizioni sociali, e soprattutto capace di riattivarsi nel tempo.
Risorse ARISE
Materiali, strumenti e risorse collegati ai temi del progetto sono disponibili nella sezione Ricerca & Risorse.
Esplora Ricerca & RisorseComunicare non significa parlare al posto delle comunità
ARISE ha mostrato che una strategia diventa realmente territoriale quando gli attori locali non sono semplici canali di diffusione, ma mediatori, progettisti e interpreti del proprio contesto.
PONTES ha portato metodo, ricerca e strumenti; le organizzazioni territoriali hanno portato conoscenza, relazioni, linguaggi e capacità di leggere ciò che accadeva nei propri territori.
Da questo incontro non è nata soltanto una campagna: è nata una capacità condivisa di agire insieme, riattivabile nel tempo e trasferibile a nuovi problemi.
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