Il nostro approccio
Comprendere i contesti, costruire risposte che funzionano, accompagnare il cambiamento e trasformare l’esperienza in conoscenza condivisa.
Comprendere i contesti, costruire risposte che funzionano.
PONTES ha sviluppato nel tempo un approccio nato dall’incontro tra ricerca, esperienza sul campo e cooperazione.
Non partiamo da soluzioni precostituite. Ogni territorio, istituzione e comunità possiede risorse, vincoli, culture organizzative e dinamiche proprie. Per questo iniziamo dall’ascolto, dall’osservazione e dalla comprensione dei contesti reali.
Lo abbiamo fatto lavorando con istituzioni nazionali e locali, servizi sanitari, università, organizzazioni della società civile, professionisti, educatori, giovani, donne e reti della diaspora, dalla Grande Tunisi a Sfax, Kasserine, Sidi Bouzid, Zarzis, Tozeur, Mahdia e Kairouan, insieme ai territori italiani coinvolti nei nostri percorsi di cooperazione.
La ricerca non precede semplicemente l’azione: la accompagna, la interroga e permette di adattarla mentre prende forma.
È da questa relazione continua tra conoscenza e intervento che nasce la metodologia PONTES.
Non c’è azione senza ricerca, né ricerca senza azione.
Un processo in quattro movimenti
Dalla comprensione del contesto alla capitalizzazione dell’esperienza.
Comprendere i contesti
Ascoltare prima di progettare.
Partiamo da ricerca documentale e sul campo, interviste, osservazione delle pratiche, diagnosi partecipative e confronto con gli attori coinvolti. Cerchiamo di comprendere non soltanto i bisogni, ma anche risorse disponibili, relazioni, resistenze, culture istituzionali e capacità già presenti nei territori.
Nel progetto europeo biennale LACE (2023–2025), il lavoro con giovani, educatori e operatori in numerosi territori tunisini ha permesso di sviluppare strumenti a partire dalle aspirazioni, dalle competenze e dalle traiettorie reali dei giovani, sperimentandoli prima di consolidarli.
Nel progetto INDIMEJ, cofinanziato dal Ministero dell’Interno italiano, il lavoro sull’investimento della diaspora ha combinato analisi, confronto con le istituzioni e ascolto dei Tunisini Residenti all’Estero per comprendere non soltanto quali informazioni mancassero, ma dove e perché il percorso tra diaspora e sistema istituzionale diventasse difficile da leggere.
Il problema che vediamo all’inizio raramente è tutto il problema. La ricerca serve a capire dove intervenire realmente.
Co-costruire strumenti e pratiche
Non sviluppiamo strumenti “per” gli attori. Li sviluppiamo con loro.
Professionisti, amministrazioni, servizi pubblici, università, società civile, comunità e diaspora partecipano alla costruzione, sperimentazione e adattamento delle soluzioni.
Nel progetto europeo biennale LACE, strumenti educativi e percorsi per la costruzione del progetto di vita sono stati sviluppati e sperimentati insieme a educatori e giovani prima della loro capitalizzazione.
Nel progetto di comunicazione sanitaria COMACT SAHHA, coordinato dall’OIM e finanziato da USAID, la risposta alle lezioni apprese dalla crisi COVID-19 ha combinato ricerca sul campo, comunicazione di prossimità, formazione dei comunicatori e mobilitazione territoriale.
Nel percorso pluriennale di cooperazione sanitaria Health for All → PMI → PIRS, professionisti e istituzioni delle due sponde hanno lavorato sulla formazione, sulla governance e sul rafforzamento delle competenze dei servizi sanitari partendo dalle pratiche e dai bisogni reali delle strutture.
La co-costruzione rende gli strumenti più pertinenti, appropriabili e utilizzabili anche dopo la conclusione del progetto.
Accompagnare il cambiamento
Un buon metodo non consegna soltanto uno strumento. Costruisce le condizioni perché possa essere utilizzato.
Per questo lavoriamo sulla formazione, sulla facilitazione, sulla costruzione di reti, sul dialogo tra attori e sulla capacità delle organizzazioni di incorporare progressivamente nuove pratiche.
Nella campagna europea di 18 mesi ARISE, realizzata con OIM e sostenuta dall’Unione europea, ricerca preparatoria, comunicazione alternativa, capacity building e lavoro in rete hanno coinvolto istituzioni e organizzazioni, utilizzando anche linguaggi culturali, audiovisivi e partecipativi.
Nel progetto europeo FLAG, il sostegno all’imprenditoria femminile tunisina è stato collegato allo sviluppo delle competenze, all’accesso ai mercati e alla cooperazione economica tra Tunisia e Italia, coinvolgendo anche istituzioni, strutture di sostegno all’impresa e diaspora.
Nei programmi sanitari, il lavoro non si è limitato alla formazione individuale: ha messo in relazione professionisti, strutture, istituzioni e sistemi di competenze delle due sponde.
PONTES lavora spesso proprio negli spazi tra organizzazioni diverse, dove è necessario tradurre linguaggi professionali e istituzionali, facilitare il confronto e costruire fiducia.
Trasformare l’esperienza
Un progetto termina. La conoscenza prodotta non dovrebbe terminare con lui.
Documentiamo, analizziamo e capitalizziamo le esperienze per comprendere cosa ha funzionato, cosa deve essere modificato e cosa può essere adattato ad altri contesti.
Da questo processo sono nati e continuano a nascere toolkit, guide operative, percorsi formativi, strumenti educativi, metodologie di accompagnamento, modelli di governance e strategie di comunicazione.
Parte di questi materiali confluisce nella nostra area Ricerca & Risorse, affinché il lavoro prodotto nei progetti possa diventare patrimonio di conoscenza e non soltanto memoria progettuale.
Il metodo alla prova dei territori
Esperienza accumulata, sperimentata e progressivamente migliorata.
Anni di esperienza tra ricerca, cooperazione e intervento
Professionisti, educatori e operatori accompagnati
Persone raggiunte attraverso campagne territoriali e di comunicazione
Istituzioni e organizzazioni coinvolte nei nostri percorsi
Per noi questi numeri non rappresentano soltanto la dimensione raggiunta. Rappresentano contesti nei quali il metodo è stato messo alla prova, adattato e progressivamente migliorato.
Tra sistemi diversi
È spesso nelle intersezioni che costruiamo il nostro lavoro.
Nord ↔ Sud del Mediterraneo
ricerca ↔ operatività
istituzioni ↔ società civile
diaspora ↔ territori
competenze professionali ↔ saperi locali
Questa posizione ci permette di mettere in relazione un’amministrazione nazionale con gli attori territoriali, un professionista della diaspora con un servizio nel paese d’origine, un’università con operatori sul campo, una metodologia internazionale con le condizioni concrete nelle quali dovrà funzionare.
Non consideriamo questa complessità un ostacolo da eliminare. È il materiale con cui costruiamo la cooperazione.
Conosci la nostra reteDalla sperimentazione alla trasferibilità
Il nostro obiettivo non è replicare lo stesso modello ovunque. È identificare quali principi funzionano, quali condizioni li rendono possibili e quali elementi devono essere modificati quando cambia il contesto.
Per questo un’esperienza sviluppata con giovani può produrre una metodologia di accompagnamento; una campagna sanitaria può generare un modello di comunicazione territoriale; un percorso con la diaspora può diventare uno strumento di dialogo tra istituzioni e cittadini transnazionali.
Trasferibile, per PONTES, non significa standardizzato.
Significa adattabile.
Ricerca, azione e cooperazione per trasformare i contesti.
Il metodo PONTES non nasce da un modello teorico applicato successivamente ai territori. È stato costruito nel tempo attraverso progetti, sperimentazioni, relazioni professionali, ricerca e risultati concreti.
Continua per questo a evolvere insieme alle istituzioni, ai professionisti, alle organizzazioni e alle comunità con cui lavoriamo.